Il nome ricorda il celebre “Punto G”, ma non ha a che fare con il sesso. Chi lo possiede, è in grado di comprendere il senso comico della vita.
Non è un indovinello, ma una verità scientifica scoperta attraverso le tecniche di brain imaging. Il punto R è una minuscola zona dell’area motoria supplementare del cervello, a livello della quale convergono il lobo sinistro, che provvede alla elaborazione razionale e quello destro, deputato alla sfera emotiva. Secondo i neurologi, questo punto di convergenza sarebbe responsabile del riso. E’ curioso notare come la definizione scientifica trovasse già conferma nella intuizione letteraria di Pirandello, che nell’umorismo individuava proprio la fusione di elementi razionali ed emotivi.
La ricetta vincente per una vita all’insegna dell’ironia sta nella giusta associazione e comunicazione tra i due lobi cerebrali. Un esperimento condotto su soggetti colpiti da ictus al lobo destro ha rivelato, infatti, la totale incapacità di cogliere qualsiasi tipo di umorismo, come ad esempio la frase scritta all’ingresso di un hotel di Tokyo “Si invitano gli ospiti ad approfittare della disponibilità della cameriera”.
C’è da chiedersi se queste persone non sanno ciò che si perdono oppure se sono beati in quanto vivono senza conoscere e capire l’umorismo. Il più grande collezionista di barzellette di tutti i tempi, Nat Schmulowitz, risponderebbe che “senza l’umorismo siamo tutti spacciati”. Di contro, esiste una corrente di pensiero che storicamente vede coincidere l’umorismo con il cattivo gusto.
Qualunque sia il punto di vista che si voglia condividere, resta indubbia l’evidenza che il riso produca degli effetti benefici sul corpo: ossigena il sangue attraverso la stimolazione della respirazione, irrobustisce il sistema immunitario e riduce gli ormoni legati allo stress. In più, in relazione al rapporto tra riso e mente, l’umorismo mette in scacco la logica e questo di per sé risulta divertente.
Sulle origini e le ragioni del riso si è di recente interrogato Jim Holt, giornalista statunitense, stimolato dalla scarsa attenzione riservata fino ad ora ad un aspetto così importante della cultura di tutti i tempi. Il suo saggio, colto e obbligatoriamente divertente, si intitola “Senti questa. Piccola storia e filosofia della battuta di spirito” (Isbn Edizioni, Milano, pag.120 euro 12,00) e ripercorre la storia della battuta umoristica attraverso racconti del passato, aneddoti e spunti tratti dal pensiero filosofico.
di Nicoletta Guaragnella
Sulle note dell’inno alla Gioia di Beethoven, si è aperta ieri la Festa dell’Europa 2009 nella sede della Città della Scienza di Napoli. In linea con lo European Year of Creativity and Innovation (EYCI), il tema di quest’anno è ispirato ai temi della Creatività e dell’Innovazione. Creare per sviluppare le competenze individuali, imprenditoriali e sociali ed innovare per favorire il benessere della collettività. L’evento, dall’alto valore simbolico e culturale, prevede dibattiti, confronti e scambi di idee con largo spazio alla voce dei giovani. I giovani del Mezzogiorno, del Mediterraneo e dell’Europa, protagonisti, nonché elettori chiamati a votare i loro rappresentanti al Parlamento Europeo il prossimo giugno. In vista di questo appuntamento elettorale, studenti delle scuole superiori ed universitari hanno incontrato ieri i rappresentanti delle istituzioni Europee per discutere varie proposte di respiro europeo in materia di Ambiente, Immigrazione, Cultura ed istruzione, Ricerca ed Innovazione, Politica estera e diritti umani.
Wurstel e patatine fritte per ricordare meglio: mangiare cibi grassi migliorerebbe la memoria. È quanto afferma uno studio condotto da ricercatori dell’università di Irvine in California, Stati Uniti, guidato da Daniele Piomelli e pubblicato sull’ultimo numero della rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas).
Come fanno i tumori a invadere gli organi vicini? E perchè alcuni tumori non generano metastasi e rimangono confinati nel loro organo di origine? I ricercatori dell’Università di Padova e Modena-Reggio Emilia, con un progetto finanziato da Airc, hanno fatto luce sui meccanismi che rendono il tumore più adatto a dare origine a metastasi
Sono cominciati già da una settimana i festeggiamenti in onore dei 100 anni di Rita Levi Montalcini, orgoglio del nostro Paese per i suoi traguardi scientifici riconosciuti a livello mondiale. Il suo compleanno sarà il prossimo 22 aprile, ma l’Istituto Superiore di Sanità e l’Accademia Nazionale dei Lincei le hanno già portato omaggio. Oggi la senatrice è stata accolta al Quirinale dal Presidente della Repubblica e poi al Senato. Giornate intense e sicuramente emozionanti, anche se la Montalcini ha dichiarato “L’unica cosa che mi emoziona ancora è la vita”. Fa un certo effetto ascoltare tale dichiarazione da una donna centenaria, ancora così piena di entusiasmo verso ciò che la circonda. Ai giovani dice “Credete nei valori e siate felici di essere italiani, per la bellezza del capitale umano di questo Paese”. L’invito, che arriva in un momento di buio per l’Italia, ha i toni dell’ottimismo a cui la Montalcini si affida per predisposizione caratteriale.
Nuovi tasselli si aggiungono alla conoscenza delle basi genetiche della spina bifida, una delle più frequenti malformazioni neonatali. Uno studio finanziato da Telethon e coordinato da Valeria Capra, dell’Istituto Gaslini di Genova, ha identificato 10 nuove mutazioni genetiche legate alla patologia. Il lavoro, svolto in collaborazione con l’Università di Montreal, l’Instituto di Biosciences e Technology di Houston e l’Università dell’Iowa, è pubblicato sulla rivista internazionale Human Mutation.
L’esercizio fisico aumenta la resistenza del nostro scheletro, soggetto con il passare degli anni ad un inevitabile deperimento osseo. La notizia arriva dal Dipartimento di Anatomia dell’Università di Bari ed è stata pubblicata sulla rivista scientifica FASEB JOURNAL (doi: 10.1096/fj.08-127951).
Messo a punto un test che individua in poche ore il ceppo di pneumococco presente in meningiti e polmoniti batteriche, permettendo terapie e vaccini mirati.
Esiste un nuovo tipo di nanoparticella che colpisce selettivamente le cellule tumorali del melanoma, più efficace di quelle sperimentate finora. Si tratta di una piccolissima sfera cava d’oro contenente un frammento di proteina, in grado di dirigersi direttamente alle cellule malate, evitando quelle sane. La proteina utilizzata è infatti un recettore abbondante in questo tipo di cancro e conferisce alle sfere la capacità di individuare i “bersagli”.
Si allungano come un elastico e resistono più dell’acciaio: sono i muscoli artificiali. Oggi diventeranno ancora più efficienti grazie ad un nuovo materiale costituito da nanotubi di carbonio. La scoperta è stata pubblicata sulla rivista Science (volume 323, numero 5921, pagine 1575-1578) con la firma di un’equipe di ricerca, già affermata nel campo dei nanomateriali, coordinata da 
