Origini dei Raggi Cosmici

 

Un team di 250 ricercatori appartenenti a 19 Paesi diversi, ha compiuto un passo di  fondamentale importanza nel capire l’origine dei raggi cosmici di energia ultra elevata; punto controverso che per decine di anni ha creato imbarazzo tra gli scienziati.
I raggi cosmici sono particelle che provengono dallo spazio e bombardano la terra da tutte le direzioni, sono protoni o interi nuclei atomici che si muovono quasi alla velocità della luce. Giungono sul nostro pianeta in forme diverse, con livelli bassi o medi di energia se prodotti dall’esplosione delle stelle o dal sole. Tuttavia i raggi cosmici con livelli straordinariamente alti di energia sono stati da sempre un mistero per l’uomo. Alcuni viaggiano così velocemente come se fossero spinti da una forza cento milioni di volte più grande di quella prodotta dal più energico acceleratore di particelle terrestre. Nel 1991, il più potente raggio mai osservato, se fosse riuscito a penetrare l’atmosfera avrebbe prodotto danni pari a quelli di una palla da baseball lanciata alla massima velocità sulla testa di qualcuno.
Fortunatamente per noi, questi raggi cosmici tendono invece a colpire altri atomi nell’atmosfera, generando acquazzoni di particelle che cadono su uno spazio di 24 chilometri quadrati.
Il gruppo internazionale di scienziati per studiare gli sciami atmosferici si è servito del più grande osservatorio di raggi cosmici del pianeta, il Pierre Auger Observatory in Argentina, e ha osservato un insieme dei 27  raggi di più alta energia. Il più potente di questi può essere rintracciato con notevole precisione, un po’come si ricostruisce la traiettoria del proiettile di un cecchino.
E’stato scoperto che i percorsi di questi raggi ad alta energia sono correlati con le galassie dai Nuclei Galattici Attivi (AGN), in altre parole quelle galassie che contengono voluminosi buchi neri i quali lanciano verso l’esterno grandi quantità di particelle e di energia mentre risucchiano polvere, gas e altro. Si ritiene che la maggior parte delle galassie abbia in sé buchi neri, ma non tutte sono di questo tipo così stupefacente.
Il modo preciso in cui queste formazioni possono accelerare le particelle con tale incredibile energia è ancora sconosciuto. Ma per ora  sembra siano stati individuati i “colpevoli”.
Il premio Nobel James Cronin dell’Università di Chicago, che ha contribuito alla nascita dell’Auger Observatory ha dichiarato: “Questa è una scoperta fondamentale. L’epoca dell’astronomia dei raggi cosmici è arrivata. Durante i prossimi anni i nostri dati ci permetteranno di identificare le fonti precise di questi raggi e di capire come accelerano queste particelle.”
di Simona Barbato
fonte: Science 9 November 2007: Vol. 318, pp. 896 – 897