
Oltre 900 pagine, che molto probabilmente apriranno la strada al commercio in Usa di carne e latte di animali clonati abbattendo le ultime barriere scientifiche ed etiche. E’ il rapporto definitivo della Food and Drug Administration (Fda), l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici e che si è espresso a favore dei prodotti derivati da cloni. Secondo il report, infatti, “i cibi provenienti da animali clonati e i loro derivati sono sicuri come quelli dei comuni animali e non ci sono motivi per ritenere che questi prodotti nascondano rischi per la salute umana”.
L’autorizzazione della Fda prevede la libera circolazione degli alimenti frutto delle clonazioni (carne, latte e formaggi provenienti da animali come bovini, maiali e capre) e non ritiene necessario che vengano distinti dagli altri con etichette particolari. Nonostante questo semaforo verde, e a causa dell’alto costo dei capi clonati (20 mila dollari ognuno), ci vorranno dai tre ai cinque anni prima che gli statunitensi possano acquistare carne o latte da animali clonati e inizialmente la maggior parte degli animali clonati sarà usata per la riproduzione. A corredo della conclusione sulla sicurezza degli alimenti, a cui gli scienziati sono giunti dopo aver analizzato oltre 600 animali clonati negli States e centinaia di prodotti derivati, la Fda porta tutta una serie di dati nel tentativo di rassicurare i più ostili.
Ma questo non basta a placare animi e mettere a tacere polemiche, neanche oltreoceano. Il polverone, in Italia ed Europa, è stato sollevato già qualche giorno fa dai primi pareri provvisori dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, del tutto in linea con quelli resi pubblici ora dalla Fda: “il consumo di carne e latte ottenuti da mucche e maiali clonati non è più pericoloso del consumo di prodotti convenzionali”. “Il fatto che latte e carne provengano o meno da animali ottenuti per clonazione sia irrilevante”, spiegava su la Stampa il presidente del comitato scientifico dell’Efsa, Vittorio Silano. “Quello che conta è che gli animali siano sani. Gli animali malati, che siano cloni o meno, vanno esclusi dalla catena alimentare”. Ma gli ambientalisti e le associazioni di agricoltori e di consumatori nostrani, timorosi che il via libera alla vendita di latte e carne da animali clonati negli Usa apre la strada al loro commercio anche in Europa, sostengono che il problema è soprattutto etico. In ogni caso, si dovrà attendere il mese di maggio per il documento definitivo dell’Efsa: l’agenzia avrà fino a fine febbraio un giro di consultazioni con il pubblico attraverso il proprio sito web e poi sarà la volta di un incontro per sentire i pareri dei paesi membri dell’Unione europea.
r.p.