Con una velocità sorprendente, almeno per noi italiani, il governo giapponese ha accolto con entusiasmo i risultati dello studio pionieristico di Shinya Yamanaka sulle cellule staminali e ha deciso di finanziarlo e promuoverlo. Yamanaka lo scorso 20 novembre ha dichiarato di aver messo a punto una tecnica, semplice e relativamente economica, per riprogrammare le cellule staminali adulte in modo da renderle indistinguibili da quelle embrionali. Yamanaka ha chiamato queste cellule riprogrammate “staminali pluripotenti indotte” (IPS).
Soltanto una settimana dopo l’annuncio Yasuo Fukuda, il primo ministro giapponese ha chiuso l’incontro mensile del Consiglio Nazionale per le Politiche sulla Scienza e sulla Tecnologia (CSTP) con la richiesta di accelerare lo sviluppo del metodo “rivoluzionario”: “Vorrei che il CSTP creasse velocemente le condizioni in cui questo settore scientifico, inclusi gli aspetti clinici, possa svilupparsi senza impedimento.”
Il 22 dicembre il ministero della ricerca scientifica ha deciso di innalzare i finanziamenti per gli studi sulle IPS dai 270 milioni di yen (circa 1,7 milioni di euro) del 2007 a 2,2 miliardi per il 2008, spalmando un contributo di 10 miliardi sui 5 anni successivi. Il ministero dell salute aggiungerà nel 2008 altri 100 milioni di yen, che verranno messi direttamente sui fondi di Yamanaka, e altri 410 milioni per creare infrastrutture di medicina rigenerativa e laboratori.
Sempre in dicembre è stato annunciato che l’Università di Kyoto costruirà un centro di ricerca dedicato alle IPS, finanziato dal ministero della ricerca, che aprirà nel 2009 e sarà diretto da Yamanaka.
Molte università e istituti di ricerca giapponesi stanno pensando di creare un consorzio virtuale che faciliti la condivisione del materiale sperimentale. “Se si riuscirà a trovare un accordo, sarà possibile condividere le informazioni ancora prima della pubblicazione delle ricerche,” ha dichiarato Shin-ichi Nishikawa del Centro di Biologia dello Sviluppo RIKEN, che probabilmente sarà a capo del consorzio.
Questi investimenti così improvvisi e rapidi sono rari in Giappone, che di solito per definire le linee di ricerca scientifica segue la guida statunitense. Questo comportamento nel passato ha fatto sì che alcuni campi scientifici promettenti venissero trascurati, come è avvenuto per esempio per il progetto Genoma Umano: benchè il trattamento veloce per il sequenziamento fosse stato presentato per primo in Giappone il paese è rimasto un fanalino di coda nel progetto.
F.C.
Fonte: Ulisse – Scienza Esperienza 17-01-08