Il documento approvato ieri dalla FNOMCEO mette in primo piano la tutela del malato, nel rispetto delle leggi e del Codice Deontologico
Aborto, anche farmacologico, procreazione assistita, contraccezione d’emergenza, rianimazione dei prematuri: la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, riunita ieri in Consiglio a Roma, è intervenuta sui temi che animano il dibattito etico-politico di questi giorni. E il primo monito è proprio quello di evitare facili strumentalizzazioni: “Questioni così delicate- dice il Presidente Amedeo Bianco “che si riferiscono a quanto di più intimo e personale coinvolga la donna, la coppia e la società mertiano grande rispetto ed un confronto sociale e politico meno strumentale, meno ideologico, più attento al grande bagaglio di sofferenze che sempre accompagna questi tormentati cammini che ricadono sulle donne, spesso lasciate sole in queste drammatiche circostanze”.
Sulla legge 194, i medici si esprimono favorevolmente, ricordandone i successi, gli aborti clandestini evitati, la solidità scientifica, giuridica e morale e l’attualità. E mettendo in evidenza i punti da migliorare: la necessità di sostegno anche economico alla maternità e di prevenzione soprattutto tra le adolescenti e le donne immigrate. Nel rispetto della 194, laddove raccomanda “…l’uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell’integrità psicofisica della donna e meno rischiose per l’interruzione di gravidanza” (art.15) i Medici sdoganano anche l’uso dell’aborto farmacologico, tramite la RU486.
Altrettanto limpida la posizione sulla contraccezione di emergenza: il medico ha il diritto di applicare la clausola di coscienza, prevista dal Codice Deontologico, ma rispettando il fondamentale diritto della paziente a ricevere la prestazione nei tempi appropriati.
“La donna deve essere messa in condizione di accedere alla contraccezione di emergenza, anche nell’ottica di evitare il successivo ricorso all’aborto” ci dice Antonio Panti, Presidente dell’Ordine di Firenze. “Per conciliare questo diritto con la clausola di coscienza, è sufficiente che il medico “obiettore” informi della sua posizione la direzione della struttura in cui opera. Lo stesso articolo del Codice che prevede la clausola di coscienza, d’altra parte, indica anche l’obbligo di fornire al cittadino ogni utile informazione e chiarimento “.
Sulla Procreazione Medicalmente Assistita, la Federazione ribadisce quanto già detto in altre occasioni: le linee guida della Legge 40 non corrispondono alle evidenze scientifiche, in particolare per le limitazioni sull’indagine preimpianto e per l’obbligo di impiantare tutti gli embrioni prodotti. Un parere confermato dalla Magistratura con le recenti sentenze.
Per quanto riguarda la rianimazione dei prematuri di età gestazionale estremamente bassa, cioè dalle 22 alle 25 settimane, il medico ha il dovere di praticarla se le condizioni del neonato sono compatibili con la sopravvivenza. Ma ciò non deve sconfinare nell’accanimento terapeutico. E, soprattutto, in queste scelte delicate e drammatiche vanno sempre coinvolti i genitori.
Il documento che è risultato dal Consiglio è preciso, articolato e non fa che ribadire quanto scritto nelle Leggi dello Stato e nel Codice Deontologico, definito “Guida sicura per il medico e garanzia per il paziente”. Ha ricevuto l’approvazione di Ignazio Marino, Presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, che lo ha definito “intelligente” e del Ministro della salute Livia Turco, che ne ha sottolineato la “grande rilevanza”. Critica invece Scienza e vita, che lo ha liquidato come “un colpo di mano”.
Nelle ultime ore, la polemica è purtroppo degenerata: su SKY24 circola un sondaggio di questo tipo: “Sei d’accordo con l’Ordine dei Medici che nega l’obiezione di coscienza all’aborto con la RU486?”. In nessuna parte del documento, in nessuna relazione, in nessuna esternazione è mai stato detto nulla di tutto questo.
Volontè (UDC) dice, a proposito del documento: “Siamo all’aborto della ragione”. Traslerei il suo commento alle polemiche inutili che ne sono seguite.
Michela Molinari