Avreste mai immaginato che esiste una zona dell’Oceano Pacifico in cui gli squali si incontrano nei cambi di stagione? Il punto è stato battezzato ‘White shark cafe’ ed ogni anno riunisce centinaia di predatori. Questo tradizionale e insolito appuntamento rischia, tuttavia, di saltare negli anni a venire: gli squali, infatti, sono a rischio di estinzione. L’allarme è stato lanciato dai ricercatori della Società americana per l’avanzamento della scienza (Aaas), riunitisi a Boston nei giorni scorsi. La principale minaccia per questi animali è la pesca selvaggia, che negli ultimi 10 anni ha registrato un incremento del 22%. In testa alla lista delle catture, la Corea e l’Hong Kong, dove la carne di squalo è considerata piatto prelibato, seguono la Spagna e l’Italia. Il nostro Paese è il principale importatore di carne di squalo in Europa. “Resta poco tempo per correre ai ripari e salvare le specie sopravvissute”, dicono i ricercatori dell’Aaas. Una soluzione immediata è quella di imporre una regolamentazione sulla attività di pesca. Ma è altrettanto importante individuare delle aree marine protette ai fini di rafforzare le riserve. Questo è possibile utilizzando sistemi Gps satellitari in grado di monitorare i percorsi compiuti dagli squali. Il monitoraggio viene già realizzato da alcuni ricercatori dell’Università della California, i quali hanno individuato delle vere e proprie ‘aree di sosta’ preferenziali, che in futuro potrebbero essere trasformate in attrattive turistiche dove osservare gli squali nel loro habitat.
di Nicoletta Guaragnella