Da molti anni, troppi oramai, i ricercatori chiedono fondi per la ricerca e si lamentano della mancanza di un sistema meritocratico per la valutazione dei progetti e degli scienziati stessi.

Ora sembra che una strada promettente sia stata imboccata. Per quest’anno esiste un bando che assegna 16 milioni, e 81 a partire dall’anno prossimo, a giovani ricercatori con meno di 40 anni, proprio tramite il sistema trasparente e meritocratico della peer review (un sistema di valutazione che si basa sulla revisione fatta tra pari e che viene normalmente usata per le pubblicazioni scientifiche).

Il bando, uscito alla fine del 2007, ha avuto un successo straordinario: ben 1720 progetti presentati da giovani scienziati italiani. Lo scorso 4 aprile si è insediata la commissione internazionale che selezionerà i progetti migliori. E’ formata da 10 membri, anche loro ricercatori con meno di 40 anni (i cosidetti pari), tra cui 5 che lavorano in Italia e 5 in centri di ricerca all’estero. La scelta dei commissari si è basata sul loro impact factor e citation index, due parametri internazionalmente riconosciuti per stabilire il valore di uno scienziato. I vincitori del bando potranno contare su un finanziamento individuale di 500mila euro in tre anni.

Si tratta di una svolta fondamentale nel metodo di assegnazione dei fondi: giovani scienziati giudicati da altrettanto giovani scienziati, in un quadro di regole trasparenti che lasciano spazio solo al merito. Finalmente sono stati esclusi i baroni universitari e sono state cassate quelle strane manovre che dirottano i fondi sempre negli stessi istituti.

Questa iniziativa è stata promossa da Ignazio Marino, chirurgo e senatore della scorsa legislatura, candidato con il PD a queste elezioni. Vediamo adesso cosa succederà con questa nuova “svolta” politica, come molti la definiscono, anche se a me suona più come vecchia minestra riscaldata. Vediamo se alcune “menti illuminate” sapranno riconoscere la novità e la qualità del cammino avviato da Marino, ma conoscendo il modo di agire di chi si appresta a governare dubito sinceramente in una tale “illuminazione”…  gli scopi da perseguire sono ben altri.

Francesca Ceradini