Avvicinare il gentil sesso alle materie scientifiche. E’ il nobile scopo che anima “Roberta”, il programma ideato dalla Scuola di robotica del Cnr e dalla Fondazione Mondo Digitale, presentato il 16 giugno scorso nella capitale. Il progetto, già sperimentato con successo in Germania grazie all’appoggio dei Ministeri delle Pari opportunità e dell’Istruzione, mira a promuovere l’interesse delle ragazze verso la scienza attraverso la robotica. E i primi dati sembrano confortanti: secondo uno studio dell’Università di Brema, realizzato con 800 bambine-ragazze che hanno seguito i corsi, gli obiettivi del programma Roberta, cioè promozione dell’apprendimento globale e delle scienze, del lavoro di gruppo, di problemi scientifici e tecnologici, sono stati pienamente raggiunti.

“I robot suscitano nelle studentesse un interesse pratico e il metodo ‘learning by doing’ favorisce l’apprendimento”, ha spiegato Fiorella Operto, collaboratrice dell’Istituto di elettronica e di ingegneria dell’informazione e delle telecomunicazioni (Ieiit) del Cnr di Genova. “Sono stati sperimentati kit robotici specializzati nell’intervento ambientale, proprio per far leva sull’interesse delle ragazze verso i temi ecologici. Le studentesse hanno progettato, costruito e programmato i robot con grande impegno. E se le ragazzine tendono a perdere interesse verso le materie scientifiche nel corso delle scuole medie, il lavoro sui robot ha invece mantenuto vivo l’interesse scientifico associandolo allo sviluppo della manualità e del lavoro cooperativo. Il 94 per cento delle bambine-ragazze che hanno partecipato al progetto lo hanno poi consigliato alle loro amiche”. E infatti il programma ha convinto anche la Commissione europea che nel 2005 ha finanziato il progetto “Roberta goesEU”, per estenderlo ad altri paesi. Sono stati selezionati partner e centri regionali in Austria, Italia, Regno Unito e Svezia, per creare una rete di istituti che adottino la metodologia di Roberta per le loro alunne.

di Roberta Pizzolante