Le cellule staminali tumorali? “Assomigliano ad una autovettura che ha del carburante e un robusto sistema di freni”.
Con queste parole, lo scienziato Paolo Pandolfi, direttore del programma di genetica del cancro alla Harvard University di Boston, ha descritto il bersaglio cellulare della sua scoperta appena pubblicata sulla rivista Nature.
Un tumore si compone per la maggior parte di cellule neoplastiche e, in parte minore, di cellule staminali. Queste ultime sono le più pericolose, in quanto rimangono silenti, sfuggono ai trattamenti terapeutici e sono responsabili delle recidive.
Il team scientifico di Pandolfi, romano d’origine ma ormai statunitense di adozione, in collaborazione con il Dipartimento di Ematologia di Torino, ha scoperto un farmaco a base di arsenico, in grado di agire sulle cellule staminali tumorali della leucemia mieloide cronica.
Normalmente, le staminali tumorali si trovano in uno stato di quiescenza che le rende non riconoscibili e di conseguenza invulnerabili ai farmaci anti-cancro o alle terapie radio o chemio. L’arsenico, già utilizzato nella medicina tradizionale cinese, dovrebbe essere in grado di “risvegliare” le cellule da questo stato ed indurne la proliferazione, rendendole quindi ‘riconoscibili’ e appetibili bersagli terapeutici.
L’efficacia dell’arsenico è stata testata ‘in vitro’ su cellule leucemiche. Presto, però, si passerà alla sperimentazione sui pazienti. Se l’arsenico funzionerà, si tratterebbe di un nuovo traguardo, dopo il Gleevec, raggiunto nella cura della leucemia mieloide cronica. Nel caso in cui il composto si rivelasse efficace anche su altri tipi di tumore, assisteremmo ad uno dei più grandi e memorabili miracoli della medicina odierna.
di Nicoletta Guaragnella