luglio 2007


e-mail

Sono 48,2 miliardi le e-mail che circolano nel mondo ogni giorno (12,9 miliardi solo negli Stati Uniti), 49 i minuti spesi al giorno dai lavoratori dipendenti per gestire la propria posta elettronica, e 62% quelli che controllano la posta di lavoro anche la sera ed in vacanza.

Queste sono solo alcune delle cifre legate ad una delle più sensazionali invenzioni del secolo scorso: la posta elettronica, che ci accompagna quotidianamente ed a volte ossessionatamene.

Ma chi ha ideato l’e-mail?

Il primo invio risale al 1964 al Mit di Boston utilizzando un Ibm 7094. La progettazione dell’e-mail è nata per poter scambiare dati e messaggi tra diversi utenti dello stesso megacomputer, è un nuovo modo di comunicare tra chi ha turni di lavoro di giorno e chi di notte.

Ma bisognerà aspettare il 1971 per veder nascere la moderna e-mail. In quel anno Ray Tomlinson, un tecnico di Arpanet (il network di computer da cui nascerà internet e che stava sperimentando l’invio di messaggi tra nodi diversi della rete), crea il simbolo @ per separare il nome dell’utente dall’indirizzo.

Nel 1995 arriva l’e-mail gratuita, fondata da Sabeer Bhatia e Jack Smith come WebMail, divenuta poi la nota Hotmail. Dal 4 luglio 1996, giorno dell’Indipendenza americana e data simbolica di inizio del servizio, al dicembre 1997 raccoglie 8,5 milioni di utenti. All’inizio del 1999 sono diventati 30 milioni. Dopo Hotmail il primo a innovare il settore sarà Google con Gmail il 1 aprile 2004.

Infine, nel 1999 inizia l’era del BlackBerry (quello che noi italiani chiamiamo il palmare). La posta arriva direttamente nelle tasche degli utenti ed è sempre a portata di mano. E’ un’azienda canadese specializzata in “cercapersone”, la Research in Motion fondata nel 1984 da Mike Lazardis, a lanciare la prima soluzione più completa. In pochi anni il BlackBerry diventa popolare tra i manager, con 9 milioni di iscritti al mondo. Una cifra che cresce al ritmo di più di 1,2 milioni di utenti al semestre.

Da poco, dopo mesi di misteri, è stato lanciato sul mercato l’Iphone. Un misto di tecnologia che va dal cellulare al computer al lettore di mp3, per non dimenticare l’aspetto del design.

E nel futuro che ci aspetta?

 

di Francesca Ceradini

 

L’Italia ha sempre meno ricercatori (con 3 ogni mille occupati, contro i 17 della Finlandia, siamo ormai all’ultimo posto in Europa, dietro Portogallo, Grecia e i Paesi dell’Est) eppure i nostri sono, a sorpresa, tra i più produttivi del mondo, secondi solo agli svizzeri per media di pubblicazioni scientifiche per ricercatore e ben davanti a svedesi, francesi, tedeschi e americani.

Ma il futuro non appare promettente: i nostri studenti dimostrano scarso interesse ad iscriversi a facoltà scientifiche e risultano poco preparati in matematica, solo greci, turchi e messicani fanno peggio di noi. L’Italia figura inoltre all’ultimo posto in Europa per numero di lettori di argomenti scientifici su quotidiani, riviste e internet, e agli ultimi posti per utilizzo regolare di computer e internet.

Questa situazione italiana si inserisce male in un contesto europeo in cui le crescenti aspettative nei confronti dei progressi e i benefici apportati dalla scienza e della tecnologia.

I dati di “Observa”

di Francesca Ceradini

La prima regola, e forse l’unica, del buono stile è che si abbia qualcosa da dire: con questa regola si va lontano!

 Arthur Schopenhauer

di Francesca Ceradini