gennaio 2010


Ecco un altro buon motivo per smettere di fumare in gravidanza: il tabacco altera la pressione sanguigna nei neonati aumentando il rischio di ‘morte in culla’. Una alterazione, quella prodotta dal fumo, che manderebbe in tilt i sistemi di controllo della pressione nei bambini appena nati.

A dimostrarlo è stato un gruppo di ricercatori del Karolinska Institute di Stoccolma, Svezia, guidati da Gary Cohen che hanno dimostrato come il fumo in gravidanza alteri i flussi della pressione sanguigna ed i meccanismi di controllo nei neonati le cui madri avevano continuato a fumare nei nove mesi di gestazione. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Hypertension.

Studiando 36 neonati, 17 dei quali avevano madri fumatrici in gravidanza, i ricercatori svedesi hanno osservato che i bambini esposti al fumo di sigaretta mostravano una anormale attività cardiaca ed una alterazione nella risposta agli sbalzi di pressione sanguigna, una situazione che peggiorava durante il primo anno di vita del bambino. Ad esempio, ad una settimana dalla nascita, i figli delle madri che avevano fumato in gravidanza mostravano un elevato aumento della pressione quando venivano presi in braccio dopo essere stati distesi nella culla. All’età di un anno, gli stessi bambini sembravano essersi adattati a questa anormale variazione della pressione sanguigna, mostrando una pressione più bassa dopo lo stesso cambio di posizione. Normalmente, però, quando una persona si mette in piedi dopo essere stata distesa, la sua attività cardiaca aumenta ed i suoi vasi sanguigni si restringono per assicurare un aumento di pressione che porti correttamente il sangue a cuore e cervello.

‘’I bambini delle madri fumatrici – ha spiegato Cohen – hanno evidenti problemi nella regolazione della pressione che sorgono alla nascita e si fanno sempre più gravi. Questo studio rivela, per la prima volta, che l’esposizione al tabacco può portare a durature alterazioni nella regolazione della pressione, un meccanismo – ha concluso – che potrebbe spiegare perché spesso i figli di madri fumatrici sono più a rischio di soffrire della sindrome della morte improvvisa infantile’’.

di Sabina Mastrangelo

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L’Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu) ha lanciato ufficialmente oggi l’anno internazionale della biodiversità: un 2010 all’insegna della protezione delle specie minacciate dalla distruzione degli ecosistemi in cui vivono, dalle foreste alla barriera corallina alle zone palustri.

La cerimonia per il riconoscimento del 2010 come anno internazionale della biodiversità si e’ svolta a Berlino dove ha parlato il primo ministro tedesco Angela Merkel insieme ad un intervento in video conferenza del segretario generale Onu, Ban Ki-moon.

Secondo Ban, l’espansione degli insediamenti umani starebbe accelerando di circa mille volte la velocità del ‘normale’ processo di alterazione degli ecosistemi, un andamento che inevitabilmente altererà l’ambiente diminuendo, ad esempio, la capacita’ di purificazione di acqua e aria dall’anidride carbonica normalmente svolta da foreste e barriere coralline. Inoltre, l’estinzione di alcune specie che si registra oggi ha fatto ipotizzare ad alcuni biologi che siamo nel mezzo della sesta grande estinzione di massa della Terra.

Nei precedenti incontri internazionali sul tema della biodiversità, nel 1992 a Rio, prima, e nel 2002 al summit di Johannesburg, poi, i governi si erano messi d’accordo per raggiungere una ‘significativa riduzione’ nella quota della perdita di biodiversità entro il 2010. Traguardo che non è stato raggiunto, da cui la necessità di sensibilizzare i governi ad agire in fretta, in vista anche dell’incontro di ottobre in Giappone quando si dovranno formalmente prendere delle decisione su come arginare il fenomeno. ‘’La perdita della complessa diversità della natura – ha dichiarato Jane Smart, direttore del gruppo di conservazione delle biodiversità dell’International Union for the Conservation of Nature (Iucn) – è una seria minaccia per l’umanità ora e nel futuro’’.

In occasione dei mondiali che quest’anno si svolgeranno in Sudafrica, inoltre, l’Onu ha deciso, per sensibilizzare l’opinione pubblica al problema, di collaborare con la squadra del Camerun, mentre diverse organizzazioni internazionali porteranno avanti eventi e programmi speciali. ‘’La grande opportunità per i governi di tutto il mondo durante l’anno internazionale – ha spiegato Simon Stuart dell’Iucn – è di fare cio’ che non è stato fatto per il clima a Copenhagen’’.

di Sabina Mastrangelo