Cosa avevano in comune il poeta inglese Byron, il pittore Pablo Picasso e il leader dei Nirvana Kurt Cobain? Secondo uno psichiatra americano i tre ‘geni’ dell’arte erano affetti dalla sindrome da deficit di attenzione e iperattività (Adhd), un disturbo del comportamento generalmente considerato uno svantaggio, tanto che i bambini che soffrono delle forma più gravi devono sottoporsi ad appropriati trattamenti.

In base a quanto descritto da Michael Fitzgerald del Trinity College Dublin, Irlanda, durante un intervento nel corso dell’incontro annuale del Royal College delle facoltà di Psichiatria, l’Adhd potrebbe a volte risultare un vantaggio, dal momento che chi ne è affetto ha la tendenza a focalizzare la massima attenzione in alcune attività in particolare.

La lista di chi sembrerebbe essere stato iperattivo da bambino sarebbe lunga. Secondo Fitzgerald, anche Thomas Edison, Oscar Wilde, James Dean e Clark Gable avrebbero sofferto di Adhd, un disturbo che ‘’sebbene possa portare le persone ad assumere comportamenti auto-distruttivi – ha spiegato lo psichiatra irlandese – fino a condurre al crimine e alla delinquenza, può a volte, quando si manifesta in forma lieve, sfogarsi nell’arte, nelle scienze e nell’esplorazione’’.

di Sabina Mastrangelo

    L’attività antidepressiva di Hypericum perforatum, meglio noto come erba di San Giovanni, non servirebbe per trattare la sindrome da deficit di attenzione e iperattività (Adhd) nei bambini. A dimostrarlo è stato uno studio condotto su 54 bimbi, di età compresa tra sei e 17 anni, guidato da Wendy Weber, un medico naturopata della Bastyr University di Kenmore, Washington, Usa. La ricerca è stata pubblicata sul numero di giugno del Journal of the American Medical Association (Jama).

 

Lo studio è stato condotto tra il 2005 e il 2006 a seguito della decisione della Food and Drug Administration americana di approvare il discusso farmaco atomexetina per il trattamento della Adhd. I ricercatori della Bastyr University sapevano che uno dei componenti attivi dell’iperico, l’iperforina, aveva gli stessi effetti dell’atomexetina e hanno voluto valutare l’efficacia di questa pianta sui bambini. Alla fine del trattamento, durato otto settimane, i ricercatori non hanno trovato alcuna differenza, nel trattamento della sindrome, tra i bambini a cui era stata somministrata l’erba di San Giovanni e quelli trattati con placebo. La mancanza di attività dell’iperico sarebbe dovuta, secondo gli autori, al processo di ossidazione a cui l’iperforina va incontro quando si producono le pillole. Secondo i ricercatori, dunque, una diversa formulazione potrebbe risultare utile.

 

La sindrome da deficit di attenzione e iperattività colpisce dal tre al 12 per cento dei bambini negli Stati Uniti. Quasi il 30 per cento di questi non rispondono alle terapie con farmaci convenzionali. Per questo spesso le famiglie cercano rimedi naturali per la cura. Ma non sempre l’efficacia e la sicurezza, per gli integratori naturali, sono provate. “Questa ricerca dimostra come sia importante lo studio rigoroso anche delle terapie alternative”, ha dichiarato Eugenia Chan, direttore del programma Adhd dell’ospedale pediatrico di Boston, Usa. “Gli integratori naturali sono simili ai farmaci convenzionali e non c’è nessuna ragione per cui non debbano essere studiati con le stesse metodologie”.

 

di Sabina Mastrangelo